sabato 14 luglio 2018

Un tempo per ogni cosa...

Ecclesiaste 3, 1-15

"Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
C'è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
Un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per gemere e un tempo per ballare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere, un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
Un tempo per stracciare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace..."

mercoledì 4 luglio 2018

Il bicchiere mezzo pieno...

Ognuno ha le sue priorità nella vita.
Chi decide di sposarsi e di avere dei figli.
Chi di comprarsi la casa dei propri sogni e chi di girare il mondo.
E poi c'è chi vuole fare carriera.
È tutto solo una questione di priorità.
Ogni scelta però comporta delle conseguenze e a volte delle rinunce.
Io credo di rientrare nella categoria di persone che ha deciso di dedicarsi al lavoro e alla carriera.
Sono una donna di 41 anni che ama lavorare e che ha fatto delle scelte per il proprio futuro professionale. Una donna che ama guidare come un uomo e che non aspetta che la felicità arrivi, ma che la cerca nel modo di vivere ogni giorno. Una donna indipendente, che quando si guarda indietro può dire a se stessa di essere stata brava.
L'indipendenza però sembra avere delle conseguenze sui rapporti interpersonali.
Sembra spaventare gli uomini, e la carriera sembra suscitare invidia. Tanta invidia.
Ma cosa ci posso fare? Credo nulla...
Sono orgogliosa dei traguardi che ho raggiunto e della donna che vedo riflessa nello specchio prima di andare a letto la sera.
Quindi avanti... e a testa alta, perché il bicchiere è mezzo pieno!

venerdì 30 marzo 2018

Oggi come ieri... ma non come domani...

La fatica ad uscire da un rapporto "malato" la può comprendere solo chi ha provato questa esperienza sulla propria pelle.
Grazie a un'amica, dotata di un'intelligenza sopraffina e di un'ottima capacità di analisi, la ragazza di cui vi voglio parlare sta lentamente aprendo gli occhi sul narcisista della storia che la riguarda e sta iniziando a vivere la sua dote empatica in maniera costruttiva e non più psicologicamente destabilizzante.
Oggi, come a un incontro di alcolisti anonimi, inizia a contare i giorni del distacco. E più i giorni passano e più si capacita della sua forza interiore e dell'importanza di avere un equilibrio mentale. Un equilibrio fondato su una serenità di intenti nell'approccio con il prossimo.
I sensi di colpa indotti dal narcisista, iniziano a fare posto a una crescente autoconsapevolezza di non essere "sbagliati" e di avere un diritto (altrettanto importante a quello del narcisista) di affermare le proprie idee e, ancora più, le proprie emozioni.
La paura del "confronto" inizia a scemare e con lei, in maniera inversamente proporzionale, cresce il livello di autostima.
Lungi da me dispensare psicologia da quattro soldi e salire in cattedra, quanto invece essere solo una portavoce della lenta e faticosa "uscita dal tunnel della dipendenza" di questa ragazza, in modo che possa servire, a chi ancora fatica a crederci, che tutto è possibile.

"Ci sono due giorni all'anno in cui non si può fare niente. Uno si chiama ieri e l'altro si chiama domani, perciò, oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere!”
- Dalai Lama -

domenica 28 gennaio 2018

Pensieri e ricordi...

Crescere a volte significa fare un passo indietro per fare due passi in avanti. Significa riconoscere quello che ci fa male per poterlo mettere da parte. Significa capire che bisogna circondarsi di persone positive, che amino vivere e che non passino il tempo a lamentarsi. Crescere a volte significa girare pagina, iniziare un altro capitolo o passare ad un nuovo libro. Significa liberarsi delle cattive abitudini, smettere di concedersi ai vizi, rinunciare al desiderio di abbandonarsi a gola e lussuria, a pigrizia e ira.
Prima o poi in fondo arriva per tutti il momento in cui la vita ci presenta il conto. E forse per quel momento saremo invecchiati, forse saremo più saggi o forse avremo ancora domande che non trovano risposte. Comunque sia voglio pensare che sarà bello ricordare il passato, guardando vecchie fotografie scattate mentre la musica ci faceva ballare fino a notte fonda e le bollicine ci facevano ridere alle lacrime... fiumi di bollicine!
E voglio credere che ripenseremo serenamente a tutte le persone che abbiamo conosciuto e a come abbiano segnato la nostra esistenza. Penseremo agli amici inossidabili divenuti degli estranei e a dei perfetti sconosciuti che ci hanno accompagnato fino alla vecchiaia. Penseremo a chi è entrato e a chi è uscito dalla nostra vita, a chi è rimasto e a chi è scappato, a chi ci ha donato e a chi ci ha tolto.
E tutto sommato sarà bello poter guardare la persona che siamo oggi, pensando di essere migliori di ieri, grazie alle scelte che abbiamo fatto e soprattutto alle persone che abbiamo incontrato.

lunedì 15 maggio 2017

Fragile nei sentimenti ma forte d'animo

Sottotitolo: come sopravvivere in un mondo di relazioni al 33%

Spesso e volentieri tutto quello che ci vorrebbe è un abbraccio rotondo. Un gesto che necessita di un coinvolgimento emotivo basato sul bene nel senso più stretto del termine, su un sentimento limpido che non contempla spiegazioni in quanto fondato su una trasparenza di intenti.

In un mondo di single incalliti, per scelta propria o altrui, è sempre più difficile entrare nel quotidiano di una persona, adattarsi alle abitudini, rispettare i tempi e coordinare gli impegni extra lavorativi. In realtà probabilmente dipende solo dal grado di interesse verso l'altra persona, dalla voglia di conoscere chi ci sta di fronte, dal desiderio di imparare i suoi gusti, dal discernere ciò che è importante per lui o per lei da ciò che è irrilevante.

La paura di sbagliare la fa da padrona.
C'è chi adotta una strategia e chi semplicemente incrocia le dita.
Un messaggio in meno potrebbe far nascere un rimpianto.
Un messaggio di troppo, potrebbe avere effetti collaterali e generare un rimorso.
Spesso la spontaneità viene confusa con la mancanza di timidezza, celando al contrario solo la voglia di vivere e di provare. La mente lascia spazio al cuore e al desiderio inconscio di rischiare. Trattenersi vorrebbe dire di fatto disconoscere se stessi e la propria natura.
L'inquietudine tuttavia è dietro l'angolo; uno stato d'animo abbastanza diffuso, che a tratti disorienta e a tratti spaventa. L'incertezza del voler "stare insieme", l'insoddisfazione perenne di desiderare quello che non si ha e la (quasi) noncuranza per quello che già si possiede.

Poi però a volte accade... a volte accade che, per qualche strana convergenza astrale, le percentuali di concentrazione di due persone coincidano e, in quel preciso istante, meccanicamente scatti qualcosa. La volontà di lasciarsi trasportare da un coinvolgimento tanto razionale quanto emotivo è il preludio dell'abbandono dei propri schemi e la presa di coscienza dell'inizio delle danze.

"Che squillino le trombe signori spettatori, inizia la commedia, che parlino gli attori" - Cyrano De Bergerac


Scrivere...

Quando andavo a scuola ammiravo l'arte descrittiva del Manzoni, mi perdevo nella pioggia nel pineto del Dannunzio e mi lasciavo ammaliare dai viaggi di Ulisse nell'Odissea.
Eppure c'era una cosa che odiavo fare: i temi... con tutto il cuore. La ragione principale era che gli argomenti da trattare venivano imposti, lasciando ben poca libertà di espressione a ispirazione, creatività e fantasia.
Oggi, a distanza di molti anni, ho scoperto l'amore per la scrittura, un amore a tratti passionale e a tratti malinconico. Oggi scrivo quando non riesco a trattenere le mie emozioni. Scrivo per rileggere i miei pensieri. Scrivo per guardarmi da un altro punto di vista.
Con questo spirito ho creato nerosubianco, un blog all'insegna dell'ispirazione improvvisa. Una raccolta di pensieri che mi accompagnano durante la corsa, pensieri che talvolta mi svegliano nel cuore della notte perchè bramano di essere trascritti, pensieri che sembrano sgorgare con potenza dalla terra, come getti di petrolio dopo una violenta trivellazione. Un blog passionale e al tempo stesso razionale...

"C'è un tempo per capire, un tempo per scegliere, un altro per decidere. C'è un tempo che abbiamo vissuto, un altro che abbiamo perso e un tempo che ci attende" - Seneca

venerdì 17 marzo 2017

Dignità, rispetto... e Mastercard

Fatico a comprendere la cattiveria delle persone, e come si possa deliberatamente fare del male senza poi curarsi delle conseguenze.
Fatico a comprendere la vigliaccheria e la noncuranza dello stato emotivo dell'altra persona quando si decide di interrompere una relazione, di amicizia o di amore.
Mi rendo conto che non esiste un modo giusto per dire addio: lo si fa e basta.
Esiste però un modo dignitoso per congedare una persona che ha fatto parte della propria vita. Un modo che quantomeno porti il doveroso rispetto a colei o colui che fino a ieri era parte del vostro quotidiano, partecipe delle vostre abitudini, primo e ultimo pensiero di ogni vostra giornata.
Crescere ed essere adulti significa assumersi le proprie responsabilità...
Non voglio però parlare per frasi fatte, quanto invece riflettere su un'usanza ahimè fortemente in crescita, il propagarsi del comportamento Scrivo-Cancello-Scompaio.
Un'usanza tanto maschile quanto femminile che tocca amicizie e rapporti d'amore.
Scrivere, o meglio messaggiare, è il nuovo modo di comunicare. Del resto siamo nella generazione dei 140 caratteri! Nel mio post precedente ho fatto giusto qualche considerazione sulla perdita dell'uso della parola e sul ritorno all'età della pietra... parole sagge, modestia a parte.
Cancellare, come ai tempi delle Replay (le penne cancellabili per chi non avesse vissuto gli anni '80): cancellare un'amicizia su Facebook, togliere una connessione su LinkedIn o bloccare un contatto su Whatsapp. Modi diversi ma stesso risultato: rimarcare il concetto che sei fuori dalla mia vita. Quando eravamo piccoli ci limitavamo a dire "finestrino"... onestamente mi sembrava un po' meno brusco.
Scomparire, ispirandosi a grandi maghi come Houdini e Copperfield. Vurria mai che trovandoti, ti sentissi poi in dovere di dare spiegazioni... Il chiarimento ovviamente non è contemplato o comunque è meglio evitarlo.
Come reagire quindi a tutto questo?
Molti direbbero semplicemente "fregandosene". Io però non ne sono capace e personalmente non credo nemmeno alle persone che sostengono di riuscirci. Credo invece al fatto che non provino più alcun sentimento o alcun interesse per l'altra persona e che, forti di questo, riescano a guardare altrove e passare oltre.
Si tratta quindi solo di aspettare che passi la tempesta e nel frattempo? Nel frattempo c'è Mastercard :)